Deve passare la mano alla Gelmini

Sul Foglio in edicola oggi, altri commentatori politici e osservatori italiani si chiedono come possa risorgere Berlusconi, ovvero quali sono le cose concrete da cui il Cav. può credibilmente ripartire per risollevarsi. I precedenti interventi li potete seguire sul Foglio.it in questa serie di articoli. Questo è il turno di Francesco Giavazzi.
5 AGO 20
Immagine di Deve passare la mano alla Gelmini
Penso che le persone, dopo i settant’anni, debbano andare in pensione. Lo penso per tutti, perché la possibilità che una persona oltre i settant’anni abbia la lucidità per fare una cosa diversa da quella che ha fatto fino a quel momento è davvero minima. Vale per la destra, la sinistra, vale per il mondo dell’università. Berlusconi è stato al governo per molti anni, certe cose non le ha fatte all’inizio e non è possibile le faccia ora. Il mio consiglio, quindi, è quello di trovare una persona giovane, penso per esempio al ministro Gelmini, e di darle in mano il paese.

Sapere passare la mano non è qualcosa di cui ha bisogno solo la politica. Penso anche alle aziende. Le aziende familiari, per esempio, muoiono perché il padrone si ritiene eterno, comincia a combinare disastri e a un certo punto diventa troppo tardi per rimediare, e non basta qualche consulente per rimettere le cose sui binari giusti. L’unica cosa che può fare è prendere una persona con un’età diversa che sappia far funzionare le cose. Io, al posto di Berlusconi, prenderei una persona come Mariastella Gelmini e lavorerei per farne il presidente del Consiglio. Lascerei il paese in mano a chi ha l’età per pensare in modo diverso.

A settant’anni si hanno tante qualità ma questa non c’è più. Se Berlusconi non può risorgere è per motivi anagrafici, non per altro. Se non si è capaci di lasciare in tempo, poi i danni diventano irreparabili. Non bastano i consulenti, e non basta essere stato bravo a scegliere le persone, se non si è capaci di passare la mano quando è il momento.

di Francesco Giavazzi - economista ed editorialista del Corriere della Sera, insegna Politica economica all’Università Bocconi di Milano e al Massachusetts Institute of Technology